Quanto costa davvero a una scuola di Ju-Jitsu fare tutto da sola?

Tempo, organizzazione, eventi e nuove opportunità: scopri il costo nascosto per una scuola di Ju-Jitsu che deve costruire tutto autonomamente.


Quando si parla dei costi di gestione di una scuola di Ju-Jitsu, il pensiero va quasi sempre alle spese più evidenti: palestra, assicurazioni, attrezzatura, affiliazioni, materiale didattico, promozione, organizzazione degli eventi.

Sono costi facilmente identificabili perché compaiono nei bilanci, nelle fatture e nei pagamenti della stagione sportiva.

Esiste però un altro costo, molto più difficile da misurare, che raramente viene preso in considerazione.

È il costo di dover costruire continuamente da soli tutto ciò di cui la scuola ha bisogno.

Preparare programmi. Organizzare stage. Cercare collaborazioni. Creare materiale promozionale. Gestire esami. Formare assistenti. Stabilire contatti. Trovare nuove opportunità per gli allievi avanzati. Risolvere problemi amministrativi. Costruire credibilità. Comunicare le attività. Cercare occasioni di confronto.

Ognuna di queste attività può sembrare relativamente piccola.

Sommandole nel corso degli anni, però, emerge una domanda che ogni responsabile di scuola dovrebbe prima o poi porsi:

quanto del mio tempo viene realmente dedicato all'insegnamento e quanto, invece, viene assorbito dal tentativo di costruire tutto ciò che serve intorno all'insegnamento?

È una distinzione importante, perché il tempo di un istruttore esperto è probabilmente una delle risorse più preziose che una scuola possiede.

Il costo che non compare nel bilancio

Immaginiamo due scuole con caratteristiche simili.

Entrambe hanno un buon responsabile tecnico, un gruppo stabile di praticanti e il desiderio di migliorare la propria attività.

La prima deve trovare autonomamente ogni soluzione. Quando vuole organizzare un seminario deve cercare contatti. Quando desidera offrire un'esperienza diversa ai propri allievi deve crearla. Quando ha bisogno di confrontarsi su un problema tecnico o organizzativo deve individuare qualcuno a cui rivolgersi. Quando vuole sviluppare una nuova iniziativa deve partire quasi sempre da zero.

La seconda dispone invece di relazioni già esistenti, interlocutori conosciuti e possibilità alle quali può accedere senza dover costruire ogni volta l'intero percorso.

Il risultato non è necessariamente che la seconda scuola lavori meno.

Può significare qualcosa di molto più interessante:

può utilizzare meglio il proprio lavoro.

Questa differenza difficilmente appare in un rendiconto economico, ma nel corso di cinque, dieci o vent'anni può diventare enorme.

Il tempo dell'istruttore non è infinito

Molti responsabili di dojo svolgono contemporaneamente numerosi ruoli.

Sono insegnanti, organizzatori, amministratori, promotori, responsabili degli esami, referenti degli allievi e spesso anche coloro che devono risolvere qualsiasi problema imprevisto.

In realtà di dimensioni contenute è quasi inevitabile.

Il problema nasce quando questa condizione diventa permanente.

Più aumenta l'attività della scuola, più aumenta il numero delle decisioni. E se tutto continua a dipendere dalla stessa persona, il limite della scuola finisce progressivamente per coincidere con il limite di tempo e di energie del suo responsabile.

Non importa quanto sia competente o determinato.

Una giornata continua ad avere ventiquattro ore.

Per questo una delle domande più intelligenti che un maestro possa porsi non è soltanto:

“Che cosa posso fare meglio?”

Ma anche:

“Quali cose non dovrei più essere costretto a costruire da zero?”

Fare tutto internamente può sembrare indipendenza

Nel mondo delle arti marziali l'autonomia possiede un valore importante.

Un maestro che ha impiegato molti anni a sviluppare il proprio metodo di lavoro vuole comprensibilmente mantenere il controllo sulla propria scuola. Vuole decidere come insegnare, come organizzare le lezioni e quale identità trasmettere ai propri allievi.

Questa autonomia deve essere rispettata.

Ma autonomia e autosufficienza non sono necessariamente la stessa cosa.

Essere autonomi significa poter prendere le proprie decisioni.

Essere costretti a fare tutto da soli significa non avere alternative.

La differenza è sostanziale.

Un istruttore può mantenere pienamente la propria identità e contemporaneamente utilizzare relazioni, esperienze, strumenti e opportunità provenienti da un contesto più ampio.

Non perde necessariamente libertà.

Può, al contrario, guadagnare possibilità.

Ogni volta che ripartiamo da zero paghiamo un prezzo

Pensiamo all'organizzazione di un evento.

Bisogna individuare le persone, stabilire una data, trovare gli interlocutori, verificare disponibilità, promuovere l'iniziativa, coordinare partecipanti e affrontare tutti gli imprevisti.

La prima volta richiede molto lavoro.

La seconda, se esistono rapporti consolidati, diventa più semplice.

Dopo alcuni anni può esistere una rete di relazioni che rende possibile organizzare attività che all'inizio sarebbero sembrate estremamente complesse.

Questo principio vale praticamente per tutto.

Il valore di una rete non consiste soltanto nel numero delle persone che ne fanno parte.

Consiste anche nella quantità di lavoro, esperienza e relazioni che non devono essere ricostruiti ogni volta.

Quando un istruttore entra in contatto con un collega affidabile, quella relazione può produrre valore per anni.

Quando due scuole iniziano a collaborare seriamente, la seconda iniziativa è normalmente più semplice della prima.

Quando esistono interlocutori in altre città o altri Paesi, organizzare un confronto non significa più partire da una pagina bianca.

Nel tempo si crea qualcosa che una singola scuola difficilmente può acquistare: un patrimonio di relazioni già operative.

Anche gli errori hanno un costo

Esiste poi un altro elemento.

Fare tutto autonomamente significa anche dover imparare quasi tutto attraverso la propria esperienza.

E l'esperienza è preziosa, ma spesso viene pagata attraverso gli errori.

Una scelta organizzativa sbagliata. Un evento programmato male. Una collaborazione poco efficace. Una decisione amministrativa presa senza avere termini di confronto. Una soluzione tecnica che altri hanno già sperimentato e successivamente abbandonato.

Non è possibile eliminare gli errori e non sarebbe neppure desiderabile: fanno parte di qualsiasi percorso.

Ma esiste una differenza enorme tra dover commettere personalmente ogni errore e poter imparare anche dall'esperienza degli altri.

Uno dei vantaggi meno visibili del confronto tra istruttori è proprio questo.

Qualcuno può aver già affrontato il problema che oggi sembra nuovo per noi.

Una conversazione di mezz'ora può talvolta evitare settimane di tentativi.

Non perché gli altri abbiano sempre la risposta corretta, ma perché offrono punti di vista che una persona immersa quotidianamente nella propria realtà potrebbe non aver considerato.

La vera domanda è dove vogliamo investire le nostre energie

Ogni scuola possiede risorse limitate.

Tempo, denaro, attenzione e persone non sono infiniti.

Di conseguenza ogni energia utilizzata in una direzione non può essere utilizzata contemporaneamente in un'altra.

Se un responsabile dedica ore a risolvere problemi che potrebbero essere affrontati più facilmente attraverso una relazione già disponibile, quelle ore vengono sottratte ad altro.

Potrebbero essere dedicate alla preparazione tecnica.

Alla formazione degli assistenti.

Al rapporto con gli allievi.

Alla qualità delle lezioni.

Alla programmazione della stagione.

Alla propria crescita personale come insegnante.

È questo il vero costo del fare tutto da soli.

Non soltanto ciò che spendiamo.

Ma ciò a cui rinunciamo mentre utilizziamo le nostre risorse per ricostruire qualcosa che potrebbe già esistere.

Una rete ha valore soltanto se produce vantaggi reali

Naturalmente questo ragionamento non significa che qualsiasi organizzazione rappresenti automaticamente una soluzione.

Un'appartenenza puramente formale non cambia quasi nulla.

Pagare una quota, ricevere un diploma e inserire un logo sul sito non riduce il lavoro di una scuola e non crea automaticamente nuove opportunità.

Perché una rete abbia valore deve essere viva.

Deve esistere la possibilità di contattare persone reali. Devono esserci attività, confronto, competenze e occasioni concrete. Gli istruttori devono poter percepire che esiste qualcosa oltre il nome dell'organizzazione.

Altrimenti si aggiunge semplicemente un altro costo.

Ed è esattamente il contrario di ciò di cui stiamo parlando.

Un responsabile di scuola dovrebbe quindi valutare un'organizzazione con criteri molto pratici.

Non soltanto: “Che diploma ricevo?”

Ma:

“Che cosa diventa possibile per la mia scuola che oggi è più difficile realizzare da sola?”

È una domanda molto più utile.

La collaborazione non significa rinunciare alla propria identità

Molti istruttori hanno costruito la propria scuola attraverso anni di sacrifici. È naturale che vogliano proteggerne il nome, il metodo e la storia.

Una collaborazione valida dovrebbe rispettare tutto questo.

Il valore non nasce dal rendere tutte le scuole uguali.

Nasce dal mettere in relazione realtà che possono mantenere la propria identità e contemporaneamente condividere opportunità, conoscenze ed esperienze.

Una scuola può avere una propria storia e far parte di qualcosa di più ampio.

Un maestro può continuare a guidare il proprio gruppo e confrontarsi con altri maestri.

Un programma tecnico può mantenere le proprie caratteristiche e allo stesso tempo beneficiare di occasioni di studio differenti.

Non dovrebbe esserci contraddizione.

La domanda non è quanto una scuola debba rinunciare a essere se stessa per entrare in una rete.

La domanda dovrebbe essere quanto quella rete possa aiutarla a fare meglio ciò che già è.

Il valore aumenta quando anche gli allievi ne beneficiano

C'è infine un criterio molto semplice per capire se una collaborazione produce davvero valore.

Bisogna osservare gli allievi.

Hanno più opportunità?

Possono partecipare a esperienze che prima non esistevano?

Gli allievi avanzati trovano nuovi stimoli?

Gli aspiranti istruttori possono confrontarsi con persone che hanno già affrontato il loro stesso percorso?

La scuola riesce a offrire qualcosa in più senza perdere ciò che la rende riconoscibile?

Se la risposta è positiva, allora la relazione non è soltanto istituzionale.

Sta diventando utile.

E questa utilità può essere molto più importante di qualsiasi logo.

Il vantaggio di non dover costruire ogni ponte da soli

Una scuola forte deve certamente essere capace di camminare con le proprie gambe.

Ma non per questo deve costruire personalmente ogni strada.

Esistono momenti nei quali l'indipendenza è fondamentale e altri nei quali la capacità di creare relazioni diventa una forma di intelligenza.

Dopo molti anni di attività, un istruttore dovrebbe poter dedicare sempre più tempo alle cose nelle quali la sua esperienza produce il massimo valore.

Insegnare.

Formare.

Correggere.

Trasmettere.

Guidare.

Il resto dovrebbe progressivamente diventare più semplice, non più complicato.

Ed è forse questo uno dei modi più concreti per valutare la qualità delle relazioni che costruiamo intorno alla nostra scuola:

ci permettono di fare meglio il nostro lavoro oppure ci aggiungono semplicemente altro lavoro?

La visione della WJJC Italia

La World Ju-Jitsu Corporation Italia considera la collaborazione tra scuole e istruttori uno degli strumenti attraverso i quali creare opportunità che una singola realtà potrebbe impiegare molto più tempo a sviluppare autonomamente.

Ogni dojo mantiene la propria storia, i propri allievi e il lavoro costruito dal proprio responsabile. L'obiettivo non è cancellare queste differenze, ma metterle in relazione all'interno di un contesto nazionale e internazionale nel quale possano nascere confronto, attività e nuove possibilità.

Per un istruttore che valuta un rapporto con WJJC Italia, la domanda non dovrebbe quindi essere semplicemente cosa significhi aggiungere un'altra appartenenza.

La domanda dovrebbe essere molto più concreta:

che cosa potrebbe diventare possibile per la mia scuola?

È da questa domanda che può iniziare una conversazione seria.

Informazioni finali

Se vuoi approfondire e conoscere meglio la WJJC Italia e le opportunità dedicate a scuole, dojo, gruppi e istruttori, visita il nostro sito nazionale:

https://www.wjjc.it

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