La solitudine dell'istruttore: il problema di cui quasi nessuno parla

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Dirigere una scuola di Ju-Jitsu è molto diverso da ciò che immaginano gli allievi.

Chi entra nel dojo vede un istruttore sicuro, preparato, capace di guidare la lezione e di risolvere ogni situazione tecnica. Vede una persona che trasmette esperienza e serenità.

Quello che non vede è tutto ciò che accade prima e dopo ogni allenamento.

Dietro ogni lezione esiste un lavoro che raramente viene raccontato. Organizzare gli orari, seguire gli allievi, pianificare gli esami, mantenere vivo il gruppo, affrontare le difficoltà economiche, trovare nuove idee, risolvere problemi burocratici, aggiornarsi tecnicamente e continuare a motivare persone molto diverse tra loro.

Con il passare degli anni, molti istruttori scoprono una realtà che nessuno aveva mai descritto loro.

La responsabilità aumenta, ma diminuiscono le occasioni di confronto.

All'inizio del percorso si è allievi. Si ascolta, si impara, si fanno domande.

Poi si diventa assistenti.

Infine si apre una scuola.

Da quel momento qualcosa cambia.

Le persone iniziano a chiedere consigli a te.

Gli allievi si aspettano risposte.

I collaboratori guardano alle tue decisioni.

E, quasi senza accorgertene, ti ritrovi nella posizione di chi deve guidare gli altri senza avere, a sua volta, qualcuno con cui confrontarsi con la stessa libertà.

È una situazione molto più comune di quanto si immagini.

Non riguarda soltanto le scuole piccole.

Anche istruttori con decine di anni di esperienza possono vivere questa sensazione.

Non perché manchi competenza.

Ma perché guidare una scuola significa prendere decisioni che spesso nessuno vede.

Quale direzione tecnica scegliere.

Come preparare i futuri istruttori.

Come valorizzare gli allievi più meritevoli.

Come affrontare un periodo di difficoltà.

Come mantenere viva la motivazione del gruppo.

Sono decisioni che non trovano risposta in un manuale.

Nascono dal confronto, dall'esperienza e dalla possibilità di dialogare con persone che affrontano le stesse responsabilità.

Ed è qui che molte scuole iniziano, inconsapevolmente, a rallentare.

Non per mancanza di capacità.

Ma perché l'istruttore continua a portare tutto il peso da solo.

Esiste una convinzione molto diffusa nel nostro ambiente: un bravo maestro deve essere autosufficiente.

In realtà, la storia delle arti marziali racconta esattamente il contrario.

I grandi maestri hanno sempre cercato confronto.

Hanno viaggiato.

Hanno osservato.

Hanno studiato con altri insegnanti.

Hanno creato relazioni.

Non per mettere in discussione la propria identità, ma per renderla più forte.

Anche oggi questo principio conserva tutto il suo valore.

Una scuola non perde la propria autonomia quando entra in relazione con altre realtà serie.

Acquisisce nuove prospettive.

Scopre soluzioni che da sola avrebbe impiegato anni a individuare.

Offre ai propri allievi opportunità che, altrimenti, difficilmente potrebbe costruire.

Forse il vero salto di qualità nella vita di un istruttore non avviene quando apre il proprio dojo.

Avviene quando comprende che continuare a crescere non significa lavorare sempre di più, ma creare le condizioni per non dover affrontare ogni scelta da solo.

Questa riflessione non riguarda tutti.

Esistono scuole perfettamente soddisfatte del proprio percorso e della propria dimensione.

Ma esistono anche istruttori che sentono di poter offrire molto di più ai propri allievi e che stanno cercando un contesto capace di accompagnare questa crescita senza snaturare ciò che hanno costruito.

Per loro, il confronto non rappresenta una rinuncia.

Rappresenta un investimento.

La World Ju-Jitsu Corporation Italia nasce anche con questo obiettivo: creare una rete di istruttori e scuole che possano confrontarsi, collaborare e crescere insieme, mantenendo la propria identità e valorizzando il lavoro svolto negli anni.

Per alcune scuole questo percorso non sarà necessario.

Per altre potrebbe rappresentare la decisione che cambierà il loro futuro.

Forse la domanda più importante non è se un istruttore sia in grado di guidare una scuola da solo.

La vera domanda è un'altra.

Quanto potrebbe crescere quella scuola se il suo istruttore non fosse più costretto ad affrontare tutto da solo?

Per maggiori informazioni sulla World Ju-Jitsu Corporation Italia visita il sito ufficiale:

https://www.wjjc.it

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